Associazione di Volontariato InHoltre
L'Associazione InHoltre persegue il fine esclusivo della solidarietà sociale, umana, civile, culturale, accompagnando chi vive il problema della disabilità e del disaggio sociale in percorsi di integrazione, promuovendo una cultura che sappia valorizzare le risorse di ciascuno, andando oltre le diversità; attuando i valori della condivisione e della reciproca accoglienza fraterna per cui ognuno sia valorizzato in quanto persona e non per quello che produce.

Il nome dell'Associazione non è altro che il nostro modo di vedere la diversità.
IN............vuol dire essere dentro la diversità, sia come famiglia che vive questa esperienza, sia come volontario impegnato ad abbattere le barriere mentali, spesso prima causa dell'emarginazione sociale.
H............. sinonimo di diversità. Lettera muta come muto è il grido di un diversamente abile.
OLTRE.. ...accompagnare chi vive il problema della diversabilità e del disaggio sociale in percorsi di integrazione e socializzazione, andando oltre la diversità, la quale deve essere intesa come ricchezza e non come limite.

L'imperativo di InHoltre è quello di coinvolgere tutti coloro che vogliono impegnarsi attivamente nell'arduo compito di cambiare la realtà che al momento esiste sul nostro territorio, migliorando la qualità della vita delle persone diversamente abili e delle loro famiglie.

 

Progetto "Incontro"
Dopo un primo periodo di studio del territorio e conoscenza delle famiglie che nel nostro comune vivono il problema della diversabilità, nel mese di dicembre 2005 hanno avuto inizio le attività di animazione del Centro Socio Educativo per ragazzi diversamente abili del territorio, a cura dei 15 volontari dell' Associazione InHoltre.
Nel rispetto dei principi di coinvolgimento e condivisione ai quali l'associazione si ispira, il primo periodo è stato di conoscenza, non solo dei ragazzi ma anche delle famiglie: il tempo trascorso insieme è stato scandito da momenti di festa e convivialità.
Conosciutici meglio abbiamo potuto strutturare il tempo dei nostri incontri prevedendo diversi momenti: quello dell'accoglienza, quello dei laboratori manuali, quello del laboratorio di musicalità e psicomotricità.
L'accoglienza inizia alle 15.00 con l'arrivo dei primi ragazzi e si conclude in cerchio quando, arrivati tutti, si dà il via al pomeriggio con una preghiera e una canzoncina. E' un momento semplice ma importante perché sottolinea il valore dell'esserci e dell'aspettarsi, l'appartenenza al gruppo, la gioia di ritrovarsi e fare festa insieme.
Durante i laboratori manuali i ragazzi hanno sperimentato numerose forme di espressività, utilizzando diverse tecniche. Sono stati realizzati disegni con i pennarelli, le matite colorate, i colori a tempera; le maschere per carnevale con la carta pesta; diverse creazioni per pasqua con l'argilla; fiori in carta crespa per la festa della mamma e lavoretti con la pasta colorata. I laboratori manuali, che hanno una durata di 1 ora circa, hanno la funzione di affinare la manipolatività e la creatività dei ragazzi, ma anche il valore di far sperimentare loro il senso dell'impegno e della fatica nonchè la gratificazione di stringere tra le mani il lavoro ultimato.
Il laboratorio di musicalità e psicomotricità, per finire, è senza dubbio quello vissuto con maggiore entusiasmo: i ragazzi amano la musica e tutto ciò che viene accompagnato da essa. Durante questo tempo i ragazzi si misurano con loro stessi attraverso semplici esercizi di psicomotricità e con gli altri attraverso giochi musicali. A questo punto, stanchi e sudati, è d'obbligo una pausa: tutti a fare merenda! Si riparte quindi con la musica, stavolta più liberi di ballare in coppie, a cerchio o come la fantasia e la voglia suggeriscono.
Come succede in tutti i gruppi che si rispettino, anche in questo non si tarda a fare festa ogni volta che le ricorrenze lo permettano: Natale, Carnevale, Pasqua e compleanni sono stati per tutto l'anno occasione di condivisione tra di noi, con gli amici dell'associazione e con le famiglie dei ragazzi.
Certi dell'importanza che per i ragazzi ha il ritrovarsi in gruppo ma altresì uscire fuori dallo stesso, non si è trascurato di organizzare uscite sul territorio. Così, con le belle giornate ci si è organizzati per andare a mangiare il gelato, fare una passeggiata in Via Marina o dilettarsi a giocare in spiaggia. Fino a partecipare, nel mese di agosto, al soggiorno sociale organizzato dalla Caritas diocesana a Cucullaro. La suddetta vacanza è stata occasione per creare importanti agganci con i gruppi di tutta la provincia: i ragazzi hanno conquistato tutti i presenti a Cucullaro; così, da quando a ottobre sono ricominciati gli incontri, vengono a trovarci amici, gruppi parrocchiali, altre associazioni...e tanti ancora ci chiedono di poterci incontrare...da Pellaro, Motta, Gallico, Reggio...


Probabilmente è questa la forza di questa esperienza: ritrovarsi insieme, aldilà delle differenze e delle cose da fare, con soltanto la voglia di divertirsi e la gioia di condividere...così, come succede tra AMICI!

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