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“Sarà un pomeriggio di sport e di confronto tra le varie associazioni, gli atleti e i massimi rappresentanti delle istituzioni sportive”.  

 

È quanto dichiara il sindaco Giovanni Verduci annunciando l’evento in programma giovedì 6 febbraio, con inizio alle ore 17.30, presso il riqualificato e ammodernato complesso sportivo polivalente in via Trussardi a Lazzaro.

 

“In questi ultimi anni – aggiunge il primo cittadino - l’Amministrazione comunale, sensibile alle tematiche dello sport e del sociale, ha investito tantissimo tempo, risorse umane ed economiche per l’impiantistica sportiva. La palestra della scuola media di Motta, dopo alcuni anni di abbandono, è stata risistemata e adesso è possibile svolgere attività sportiva. Risolta una questione burocratica quasi paradossale, è stato fatto un primo intervento di riqualificazione dello stadio “Leandro Azzarà” e, grazie alla società C.S. Lazzaro 1974, si è intervenuti anche al “Pepè Nocera” mentre il polivalente, la cui gestione è stata affidata mediante avviso pubblico, è stato riqualificato per come previsto dalla Polisportiva Futura”. 

 

“Giovedì – continua il sindaco – restituiremo finalmente alla collettività un impianto polivalente oggetto di numerosi interventi disposti per soddisfare le esigenze degli atleti, delle loro famiglie, delle società sportive e dell’istituzione scolastica. Alla manifestazione parteciperanno Cosimo Sibilia, presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Andrea Montemurro, Presidente Divisione Calcio a 5, Maurizio Condipodero, Presidente Coni Calabria, Saverio Mirarchi, Presidente Comitato Regionale Lega Nazionale Dilettanti, Nino Mallamaci, patron della Polisportiva Futura e sarà nostra ospite la Bovalino C5 Smile, prima squadra di futsal del Sud Italia composta da ragazzi affetti dalla sindrome di Down”.

 

“L’invito – conclude quindi Giovanni Verduci – è rivolto a quanti amano lo sport, a quanti colgono nella pratica atletica l’aspetto sociale, il competere con gli altri e con se stessi per crescere, lo spendersi per il prossimo e sacrificarsi per un beneficio collettivo”.      

 

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